Avrei tante cose da scrivere, ma anche nessuna.
(Ricordati di ricordare, diceva qualcuno).
Eppure, tra il troppo e il niente, mi sento come orfana di qualcosa che non riesco a spiegare, un mondo intero probabilmente.
Avere amato, sorriso, pianto, deriso e disprezzato sembra qualcosa che non ha più alcun senso. Potrebbe anche non essere mai successo. Come una nave che va controvento, così ci hanno messo di fronte a un futuro che in passato (ma anche oggi stesso) non avremmo mai immaginato.
Il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno, dipende dalla nostra prospettiva. Io mica lo so come lo vedo, come lo voglio vedere, come ricorderò di averlo visto.
"Presto fu tardi, nella mia vita".
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Il due maggio duemilaventisei alle undici e quarantaquattro mi ritrovo col naso ghiacciato, con la pelle del viso che brucia dal sole, una sigaretta che fuma veleno e un bicchiere di acqua sul tavolo, su un balcone pieno di piante verdi e due costumi stesi ad asciugare sullo stendino.
Cosa resterà?
