Profilo BACHECA 548
"Sullo stesso pianeta, ma ognuno nel suo mondo."
Seduti accanto, ma con lo sguardo altrove.
Parlarsi è diventato un’opzione, non più la regola.
L’amicizia si misura in “visualizzato” e “mi piace”.
La presenza non basta: bisogna scriversi per sentirsi vicini.
Ci siamo abituati a fotografare i momenti
invece di viverli.
A rispondere velocemente a tutti,
tranne a chi abbiamo di fronte.
Prima il cielo ci faceva sognare,
oggi ci basta un segnale Wi-Fi per stare “bene”.
Ma a forza di volare dentro uno schermo,
ci stiamo dimenticando come si sta insieme davvero.
Non è nostalgia, è un richiamo:
ogni tanto alza gli occhi,
guarda chi ti è accanto,
torna a vivere fuori dal telefono.
Dal Web
"Si può essere desiderati, eppure non scelti.
Si può essere cercati, amati per un istante, ma non voluti per davvero.
Il desiderio accende, la scelta costruisce.
Il primo è impulso, il secondo è presenza.
Nel desiderio si cerca se stessi attraverso l’altro, nella scelta si accoglie l’altro per ciò che è.
Essere desiderati nutre l’ego, ma essere scelti nutre l’anima.
Perché la scelta è lenta, è quotidiana, è un atto di libertà ripetuto nel tempo.
È dire: “Ti voglio qui, anche quando potrei andarmene.”
Molti amano l’idea del desiderio — il fuoco, la novità, la vertigine.
Pochi hanno il coraggio della scelta — la fedeltà, la cura, la responsabilità.
Ma è nella scelta che il desiderio trova casa.
Senza scelta, ogni passione resta sospesa, incompiuta, come una fiamma che non diventa luce.
Essere desiderati è essere visti.
Essere scelti è essere riconosciuti.
E non sempre chi ti desidera saprà sceglierti.
Ma non è una sconfitta: è una verità.
Perché l’amore maturo non è la somma dei desideri, ma la volontà di restare.
E chi ti sceglie, non solo ti vuole,
ti riconosce come parte della propria verità."
~Carlo D’Angelo
"Oggi è stata una giornata difficile", disse Pooh.
Ci fu una pausa.
"Vuoi parlarne?" chiese Pimpi.
"No" disse Pooh dopo un po'. "No, non credo".
"Va bene", disse Pimpi, e si sedette accanto al suo amico.
"Cosa stai facendo?" chiese Pooh.
"Niente" disse Pimpi. "Solo, so come sono i giorni difficili. Molto spesso non va di parlare neanche a me nei miei giorni difficili".
"Ma..." continuò Pimpi, "i giorni difficili sono molto più facili quando sai di avere qualcuno lì per te. E io sarò sempre qui per te, Pooh."
E mentre Pooh sedeva lì, rimuginando sulle difficoltà della giornata, mentre Pimpi sedeva accanto a lui in silenzio, facendo oscillare le sue piccole gambe... pensava che il suo migliore amico aveva proprio ragione.
- Winnie-the-Pooh
L’attenzione vale quanto l’amore.
Forse di più.
Perché l’amore può dirsi in mille modi, ma è l’attenzione che lo dimostra, che lo rende carne, gesto, presenza.
Se un giorno dovessi scegliere tra qualcuno che ti dice “ti amo”
e qualcuno che tiene davvero a te,
scegli chi ti tiene.
Senza clamore. Senza proclami. Ma con costanza.
Perché non tutti quelli che pronunciano quelle due parole lo fanno per te.
Alcuni le usano come specchi, per vedersi migliori.
Altri come reti, per trattenerti senza conoscerti davvero.
Ma chi ti tiene…
Chi si accorge quando non parli,
chi nota che hai gli occhi stanchi anche se sorridi,
chi ti cerca anche quando non servi,
chi c’è nei giorni senza luce e non scappa davanti al tuo silenzio…
lì, sì, c’è amore. Quello vero. Quello che non ha bisogno di essere detto a voce alta,
perché lo senti in ogni piccolo gesto.
L’amore più profondo non è quello che ti grida il cuore,
ma quello che ti ascolta.
Ti guarda.
E resta.









