Profilo BACHECA 548
Quando qualcuno ti abbraccia, lo fa per tanti motivi: per riscaldarti,
per consolarti, per confortarti, o semplicemente perché ne hai bisogno.
Ma c'è un abbraccio diverso: quello di chi ti stringe forte al suo cuore.
Un abbraccio che non sempre consiste nell'avere intorno le braccia
di qualcuno altro, ma nell'essere il centro del suo cuore.
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~°Paulo Coelho°~
C’era un Sole
che nella mia vita
ogni giorno brillava…
La sua presenza
mi era fonte di gioia.
La sua luce illuminava
anche la tristezza.
E quale calore
sapeva diffondere
nel mio cuore…
In me solo
infinito amore.
Poi un giorno,
così all’improvviso
se ne andò,
tramontando per sempre
dalla mia esistenza…
Ora il mio bel Sole non c’è più…
Nell’anima mia,
vi è un perenne inverno.
Ahimè, il disgelo del dolore,
mai avverrà per il mio cuore….
Sara Bianchini.
Her love shines warm where the shadows start— And I love her best in the dark, where I know her heart. “Stay close… I see every part of you here…”
Scegli di essere felice.
Non perché tutto sia perfetto,
ma perché arriva un momento in cui l’anima — stanca, affaticata, ferita — comincia a chiedere silenziosamente un po’ di respiro.
Perché reggere ogni giorno pesi invisibili logora.
Perché il cuore, col tempo, si riempie di piccole tristezze non dette,
e senza accorgercene, ci troviamo a vivere dentro un dolore che ci soffoca piano.
La tristezza, se resta troppo a lungo, non solo ferisce.
Avvelena, consuma, corrode.
E allora ricordati: anche solo un attimo di gioia può cambiare tutto.
Perché la gioia non ha bisogno di fuochi d’artificio.
A volte si nasconde in un respiro più profondo, in una luce che attraversa una finestra,
in un pensiero gentile verso te stesso.
La gioia è medicina.
Accarezza l’anima dove la fatica ha lasciato graffi.
Ti ricorda che dentro di te esiste ancora un luogo intatto, capace di sentire altro,
oltre la stanchezza, oltre il dolore.
Abbracciarti da dentro… è il primo passo.
Non sempre saprai dirti cosa provi.
Non sempre avrai voglia di spiegarti.
Ma puoi imparare a restarti accanto.
A dirti “ci sono” anche nei giorni in cui dubiti di te.
A guardarti con occhi compassionevoli,
a onorare le tue cicatrici senza vergogna.
E no, non sei solo.
Ci sono sguardi che imparano da te.
Gesti tuoi che ispirano silenziosamente chi ti guarda da lontano.
Non perché sei invincibile, ma perché continui.
Perché non ti arrendi.
Perché trovi, ogni giorno, un motivo per andare avanti.
Per questo, anche se nessuno lo nota,
la tua felicità è un atto di coraggio.
Non è egoismo.
È un modo di dirti: “Merito di più che solo sopravvivere.”
Sii felice. Anche a pezzi. Anche stanco. Anche se tremi.
Sii felice perché la vita è troppo breve per viverla solo nel dolore.
E ogni volta che scegli la luce,
stai dicendo al mondo — e a te stesso — che esisti.
Che ci sei.
Che vali.








