Profilo BACHECA 548
La parte più difficile non è la fine.
È l’inizio.
Quel primo passo incerto, quando tutto è avvolto nella nebbia
e il dubbio ti cammina accanto come un’ombra fedele.
La parte più difficile è lasciare andare
ciò che credevi sarebbe durato per sempre:
volti amati, luoghi familiari, sogni cuciti addosso
che oggi non ti appartengono più.
È restare in piedi quando il silenzio ti circonda,
quando l’aria pesa e nessuna voce ti risponde.
È aggrapparsi a una speranza sussurrata,
quella che ti dice, piano,
che da qualche parte, qualcuno ancora ci tiene a te.
La parte più difficile non è la tempesta che ti travolge.
È ciò che resta dopo:
quel vuoto tagliente, quella quiete che fa rumore,
quella solitudine che si infila anche tra i pensieri.
E quando la raggiungi, la parte più dura,
la riconosci.
Perché il dolore punge in un modo che ti fa pensare
di non riuscire più a guarire.
Ma poi succede qualcosa.
Respiri.
Un passo.
E poi un altro.
Con il cuore segnato, con le cicatrici a ricordarti
tutto ciò che hai attraversato.
Perché ogni volta che arrivi alla parte più difficile
e la affronti,
nonostante tutto…
diventi un po’ più forte.
Più vera.
Più viva.
"Così è la mia vita: un affresco molteplice e variabile, che solo io posso decifrare e che mi appartiene come un segreto. La mente seleziona, esagera, tradisce, gli avvenimenti si sfumano, le persone si dimenticano e alla fine rimane solo il percorso dell'anima, quei rari momenti di rivelazione dello spirito. Non interessa ciò che mi è accaduto, ma le cicatrici che mi segnano e mi distinguono."
(l.Allende)
La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.
Alda Merini
Le stelle hanno visto la mia malinconia stanotte, hanno udito i miei pensieri, e come sempre non parleranno, non lo diranno a nessuno; questo è il patto che le stelle hanno con i malinconici.
F. C. Dark Angel ![]()
Ci sono persone che vivono nel silenzio.
Un silenzio che non è vuoto, ma carico di peso, responsabilità, rinunce.
Non possono dire dove vanno, cosa fanno, cosa vedono.
Tornano a casa con lo sguardo che dice più delle parole, e con il cuore più pesante di quando sono partiti.
Affrontano il freddo, la paura, l’incertezza.
Affrontano decisioni che segnano dentro.
Cammino nell’ombra...
A loro non servono parole.
Ma rispetto.
Perché portare il peso del mondo in silenzio,
è una delle forme più profonde di coraggio.
è affascinante l'idea che gli incontri più importanti non siano frutto del caso, ma di un intreccio antico. Persone che arrivano per restare un attimo o una vita intera, ma che lasciano un'impronta che non si cancella.
Forse la vera ricerca non è conoscere quante più persone possibile, ma saper riconoscere quelle che sono "nostre" da sempre.









