... mi avvoltolo e mi srotolo su questo stelo spinoso perché godere della rosa è veleno inebriante.
(Tutta roba mia)
... mi avvoltolo e mi srotolo su questo stelo spinoso perché godere della rosa è veleno inebriante.
(Tutta roba mia)
Canzone d’amore cannibale
So che ti ritroverò
non potrai sfuggirmi
mia è l’immaginazione
catturato come un insetto e trafitto
immobilizzato spaventato rassegnato
comunque sarai
lì
con calma mi appresterò a divorarti
l’amore non lascia niente sul piatto
neanche le chele.
Ti avrò mangiato e succhiato e svuotato
e godrai anche tu
della felicità immensa
dì essere CIBO.
(Immagine dal web - testo di Donatella Bisutti, che NON è Massimo Bisotti. Non confondiamo il burro con la ferrovia)
Prezioso esemplare di "Petunia mirabilis" cultivar ungulata, in color viola stellato bianco, innestato su zampa di Leonessa - varietà (in estinzione) "Padana doc" - esposto al sole fresco di marzo, in attesa del primo volo di farfalla...
(Tutto mio, yes).
Vacanza a Populonia.
Verde intorno. Orizzonte azzurro.
Tracce di secoli sul selciato.
Nel borgo, pochi turisti: gli sguardi sono tutti per me.
Una bottega di pellaio mi chiama con il suo scuro umido, fresco nel sole del mezzogiorno.
E sulla porta, la musica dei Genesis mi investe, con la magnificenza di un momento assoluto nella sua indelebile perfezione.
"... Belle, polpose e spinose come te. Da avvicinare con cautela, girarci intorno e trovare lo spiraglio per toccarle e farle tue. Trattengono liquidi come emozione e passione. E quando esplodono, esplodono in colori accesi e spiccano di luce sulla monotonia della sabbia e delle donne comuni"
(Foto mia - commento di Mr Incredible)
Con mano sapiente, traccia una T perfetta, che , dalle spalle, vertebra su vertebra, giù ti trascini. Nel profondo di me, più giù ti conduca. Più giù, più giù . Improvviso abisso.
(Io, in tutto e per tutto)
Il mugghio di Lulubelle rimbomba ancora, indimenticabile nel suo fragore, immutabile nel suo splendore, da cinquant'anni.
Notte di Capodanno in rosso, nero e pelle.
(Io, prima di fare quella cosa che, se la fai all'ultimo dell'anno, la fai tutto l'anno.
Magari...)
Mi piacerebbe con te camminare, in una sera di nebbia, proprio come questa sera di nebbia.
Il bavero alzato, la sciarpa a coprire la bocca, la mia mano affondata nella tua tasca, abbrancata alla tua mano.
Tu mi parli di mille inutili sciocchezze. Io rido di ansia leggera.
Entrambi pensiamo al "dopo" che ci attende, con apparente indifferenza, ma è calore rosso che scalda e affretta il passo.
Così voglio camminare nella nebbia, una sera, con te.
(Immagine dal web - testo mio)