...e le previsioni danno, da giorni, un impreciso "nuvoloso".
Non piove e avverto un senso elettrico d'attesa.
L'aspetto.
Anelo la pioggia come terra polverosa, come torrente in secca, come fiore in vaso vuoto.
Anelo la pioggia, per inebriarmi dell' odore, dei suoi aghi, delle trame sui vetri, dei vortici nei tombini.
Del fulmine ferroso. Dei tuoni. Del rombo sordo e greve che ferma il cuore. Di tutta quell'energia di cui siamo sudditi e descriviamo con povere parole.
Mia madre diceva: "È il diavolo che gioca a bocce".
Ancora adesso, da adulta, bramo il tuono e scanso lo sgomento dell'immagine.
La nostra gabbia di Faraday sarebbe sotto un ombrello, colorato a spicchi, fianco a fianco.
Ascolteremmo il picchiettare fitto sul teso del nylon, i tonfi del cuore nel petto, sussurrando di noi.
(Foto di Roi du Monde - commento di Leopad)